«El Koudri jihadista, ha colpito gli infedeli»
Noor Dahri, esperto di contrasto all’estremismo islamista, critica la decisione della Dda di escludere l’aggravante terroristica nella strage di Modena:«C’erano indizi di pianificazione». Lombardi, prof della Cattolica: «Ha generato paura nella popolazione»
Nel caso di Salim El Koudri, i rapporti indicavano che aveva guardato materiale di propaganda dell’Isis e di Al Qaeda, inclusi video e nasheed (canti di battaglia, ndr), e che aveva esposto una bandiera dell’Isis in segno di solidarietà con l’organizzazione.
Sono rimasto scioccato nell’apprendere che la Procura italiana non lo ha accusato di terrorismo o di reato aggravato da discriminazione razziale.
Caso El Koudri, l’esperto Noor Dahri: «Un atto di jihadizzazione»
A parlare è Noor Dahri. È un esperto di contrasto all’estremismo islamista e al terrorismo con sede nel Regno Unito, una delle voci più autorevoli al mondo, anche in virtù della sua esperienza personale.
Da giovane, infatti, è stato affiliato al gruppo terroristico pakistano Lashkar-e-Taiba, sigla responsabile fra le altre cose degli attentati a Mumbai del 2008. Abbiamo chiesto a Dahri un parere sul caso di Salim El Koudri, dopo che la Dda ha deciso che andassero escluse le aggravanti per terrorismo.
Anche Dahri esprime perplessità. «Esistono diversi percorsi attraverso i quali gli individui si radicalizzano per motivi religiosi», ci spiega.